La storia secondo me

Essendo il fondatore ed avendo partecipato a tutte le mostre a cui il Gruppo ha partecipato mi trovo nelle condizioni di raccontare quella che è l’avventura di questo gruppo di amici.

Il gruppo nasce nel 1987 quando dopo venti anni di fermodellismo individuale, stimolato dagli amici Beverini Pagani e Parodi già soci del Gruppo Tirreno, decisi di creare la delegazione di Piombino con i fratelli Danni. La prima mostra fu fatta a Follonica con gli amici di La Spezia e Siena, dove noi però come gruppo non avevamo un plastico modulare.

L’occasione di cominciare ci fu offerta dal comune di Campiglia Marittima, difatti in cambio di una mostra da realizzare nella sala parrocchiale, la falegnameria comunale ci costruì i primi dieci telai.

Per le norme meccaniche si decise di seguire quelle della FIMF, ma quelle elettriche volevo realizzarle da me, primo per poter dire “questo l’ho fatto io “ secondo perché solo progettando di sana pianta il sistema di blocco potevo avere la piena capacità di migliorarlo e ripararlo.

Questa scelta mi ha dato ragione tanto che oggi le schede sono state migliorate ben sedici volte, ma il concetto e l’impiantistica dei moduli non ha dovuto essere modificata. Siamo partiti con un plastico da sei sezioni di blocco ed oggi siamo arrivati a trentadue. Con tre fili per senso di marcia sono in grado di gestire il traffico di sedici convogli contemporaneamente.

Il passo successivo è stato quello di realizzare una stazione fantasma che permettesse di alternare automaticamente i convogli facendoli fermare alcuni minuti raffreddandoli.

I problemi ovviamente vennero quando si presentò poi il problema di spostare questi moduli.

Con poche risorse la soluzione fu quella di utilizzare un carrello porta auto impilando i pannelli con le stesse gambe che durante la mostra venivano utilizzate per sostenere il plastico.

Uno dei primi stipendi da farmacista fu subito utilizzato per comprare un carrello per l’auto che fu adattato al trasporto dei moduli. Ci sarebbe da raccontare molti aneddoti su come fu costruito e modificato, essendo rivestito di perlinato spesso la gente che lo vedeva lo scambiava o per un porta cavalli o per una casetta di montagna.

Con l’aumentare delle dimensioni, il problema di rendere il funzionamento sempre più autonomo per lasciarci liberi di dedicare il nostro tempo ai modellisti che chiedevano informazioni, mi ha portato a realizzare apparati di sicurezza che oltre al sistema di blocco rendessero sicura la marcia dei treni evitando ad esempio i corto circuiti e presto anche lo sganciamento e susseguente tamponamento da parte del convoglio che segue. Spesso quando la disposizione risulta un poco contorta ci teniamo in contatto con piccole radio.

Con la voglia di mostrare quello che era stato costruito contattai l’ Architetto Pagliuzzi organizzatore dell’Hobby Model Expo inviandogli una cassetta con le immagini del plastico.

Fui invitato e il successo fu tale che le richieste di partecipare ad altre manifestazioni piovvero a dismisura.

Oggi abbiamo all’attivo quasi novanta mostre, si consideri che molti pannelli opportunamente rivisti e modificati continuano a partecipare alle nostre dimostrazioni.Ogni pannello ha più o meno una sua storia ed un contatto con la realtà, una realtà descritta facendo emergere le cose che piacciono e nascondendo quello che non vorresti mai vedere. Nel pannello che noi chiamiamo ansa, ad esempio oltre ad essere posizionata una cripta di Santa Caterina patrona di Siena, città dove mi sono laureato, è riprodotta la scenetta di tre amici che recuperano un segnale ferroviario abbandonato lungo la linea. In un altro, il” Toposauro”, è riprodotta una grotta dove una comitiva di turisti osserva e fotografa i resti di un fossile. Peccato che il fossile sia un vero topolino che dopo essersi ingurgitato una quantità industriale di alberini del plastico ha pensato bene di andare a morire sotto una scatola stimolando la mia fantasia del riciclaggio.

La riproduzione della stazione è stata una sfida con me stesso, quella di renderla funzionante al cento per cento, molto spesso difatti nei plastici la maggior parte dei binari non è transitabile. In questa è possibile finalmente operare vere manovre di sorpasso, attraversamento e smistamento in qualsiasi binario utilizzando il sinottico sul pannello di controllo in maniera analogico oppure con il comando wireless in maniera digitale. Il paese con la chiesetta riprodotta internamente ed il campeggio con le caravan parcheggiate, altra mia passione. Il Mc Donald con all’interno i menù riprodotti fedelmente. Ci sono poi i pannelli che hanno al loro interno anche funzioni di servizio, tipo la stazione fantasma dove oltre ad alternare il funzionamento dei convogli per poterli riposare sono ubicate tutte le apparecchiature elettroniche ad eccezione dei blocchi che sono delocalizzati sui pannelli. In molti sono contenuti cassetti per contenere modelli, attrezzi ed ogni quant’altro possa servire. Il pannello officina con tutto il necessario per la manutenzione pulizia e programmazione dei modelli. Dopo le tre visite in terra di Francia, la nostra presenza all’INTERMODELLBAU è stata la soddisfazione di una vita. Tutto è cominciato così per scherzo, inviando un video ad Agen won Horloff, il noto giornalista tedesco che presenta la trasmissione televisiva EISENBHANN ROMANTIK. Incredibile ma vero dopo poco tempo mi arriva la risposta di Agen che apprezzando sia il plastico che il video mi prometteva di caldeggiare la nostra partecipazione a manifestazioni modellistiche in Germania. Ancora più incredibilmente dopo un mese arriva una lettera della MOBA, la FIMF tedesca che ci invitava alla più grande mostra di modellismo ferroviario d’Europa. Per un anno io e Maurizio Benedettini e Paolo Danni abbiamo lavorato per rendere i nostri pannelli all’altezza della situazione. Nell’aprile 2012 io, Maurizio e le nostre famiglie siamo partiti con il duro compito di rappresentare il modellismo Italiano nella nazione che più di tutte le altre rappresenta la terra promessa per noi fermodellisti. L’accoglienza è stata meravigliosa, gli organizzatori ci anno ringraziato pubblicamente nella cena di saluto agli espositori che venivano da ben 17 paesi. Il Top è stata comunque la visita di Agen won Orloff al nostro plastico, per oltre un’ora si è trattenuto con noi informandosi sulle caratteristiche dei moduli. Non da meno certamente lo sono le mostre Hobby Model e Model….. a cui da anni partecipiamo con immenso piacere. Di altro genere ma certamente più simpatiche ma meno impegnative, quello di Avezzano Fossano Pordenone Trino Venturina. poter mostrare il nostro lavoro ad altri appassionati scambiando idee e soluzioni e lo stimolo a continuare nel nostro itinerare malgrado passando gli anni la stanchezza si faccia sempre più presente. Un doveroso ringraziamento lo devo ovviamente ai miei genitori che se anche ufficialmente non mi hanno mai lodato per il lavoro fatto dall’altro mi hanno sempre assecondato nella mia passione. E che dire di mia moglie e mio figlio solo raramente assenti alle mostre, sempre pronti a darmi una mano anche fisicamente nella fatica di montare e smontare un circo come questo. Un riferimento lo meritano certo i fratelli Danni, fondatori con me del gruppo e che con me hanno condiviso buona parte del percorso di crescita di questo grande gruppo, il fantasioso Roberto, sempre con quell’idea di realismo che a me spesso mancava e Paolo detto ACME,riferimento della ditta che riforniva Wilcoyote delle sue peggiori diavolerie, come responsabile di un reparto manutenzione delle Acciaierie di Piombino ragiona in termini di un altoforno. Nominato attrezzista del gruppo si è sempre prodigato nel costruire gli utensili ad uso e consumo del Gruppo. L’unico problema è che ogni tanto si lascia prendere la mano dal suo lavoro e capita che per costruire una dima per forare le testate usa del ferro da un centimetro di spessore. A Maurizio Benedettini, sul lavoro impeccabile bancario in giacca e cravatta, ma durante le mostre fucina di battute a ripetizione, negli ultimi anni certamente quello più attivo che con me condivide le problematiche della gestione del Gruppo. . A Giampiero detto “modelclone” per le sue innate capacità di riprodurre qualsiasi cosa gli venga presentata.. A Luca Figiani detto Figna, il più casinista del Gruppo, con la passione dell’ Epoca Terza, totalmente disappetente, ma con la battuta sempre pronta. A Massimo e Paolo Mazzini che negli ultimi anni oltre alla loro disponibilità e simpatia ci anno aiutato con tutte le loro diavolerie elettroniche, col solo problema che se continua così presto i pannelli saranno in grado di assemblarsi autonomamente.

Anche Vincenzo Bologna è passato nel gruppo dandoci modo di imparare molto nel campo dell’elettronica. Un saluto meritano anche Adriano Nieri detto il “babbo” Stefano Bertini, l’inventore del nostro logo, Paolo Doveri, il perfezionista, Michele Ginanneschi il tipografo ma soprattutto i nostri tre giovani figli Gabriele Giacomo e Giorgio ringraziandoli per il loro costante lavoro soprattutto nella gestione del terzo binaro digitalizzato.Lanciati dal Gruppo Tirreno ci siamo staccati per crearci una nostra identità e senza false modestie abbiamo insegnato a tutti che la modularità sarebbe stata la chiave di volta del modellismo.

Molti ci sono venuti dietro molti ci hanno criticato e poi copiato ma noi piccoli provinciali nati e cresciuti in posto dove prima dell’ avvento della globalizzazione portata da internet non riuscivamo a trovare quei materiali innovativi che i cittadini potevano reperie agevolmente, abbiamo la testa dura e cercheremo di essere sempre al massimo livello.

Un noto comico diceva “Fatti non pugn…..” questo è il nostro motto, migliorare sempre.

2 risposte a La storia secondo me

  1. Mario Alberto Scarati scrive:

    Abbiamo avuto il piacere di incontrare il GFP alla mostra Intermodellbau 2012 di Dortmund. Il plastico è spettacolare, per la sua metratura, per il suo design, per la ingegnerizzazione dei suoi componenti. Lo spirito di gruppo del GFP è un’esempio da seguire, come è da seguire la loro efficienza logistica, che fa sì che un affiatato gruppo con relativamente pochi elementi possa organizzare uno spettacolo a livello (meglio del livello) di tanti altri “blasonati” club Italiani e d’oltralpe. Complimenti! Mario & Bice da Milano

  2. walter scrive:

    ciao ragazzi sono un vostro assiduo visitatore quando il lavoro e gli impegni famigliari me lo permettono. sono walter di torino, l’ultima volta ci siamo visti a trino vercellese siamo stati insieme tutte e due le giornate che la mostra e’ stata visitabile e sono stati per me due giornate meravigliose, che vi devo dire grosssissimi saluti a tutti e un’arrivederci a presto, siete semplicemente fantastici vi ritengo miei grandissimi amici e ancora complimenti per quello che ci fate sempre ammirare. salutoni a tutti da walter di torino

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